La definizione del posizionamento strategico e degli obiettivi strategici
3. La definizione del posizionamento strategico e degli obiettivi strategici
Per identificare le caratteristiche dei Centri limitrofi vengono utilizzate due ordini di variabili:
asse orizzontale: l’accessibilità intesa come disponibilità di parcheggi, mobilità interna, infrastrutture logistiche
asse verticale: motivi di attrazione, da un lato l’aspetto storico, culturale ed ambientale e dall’altro quello puramente commerciale.
I Centri presi in considerazione hanno caratteristiche eterogenee ma la vicinanza a Feltre li rende possibili concorrenti.
La mappa percettiva ha evidenziato tre principali categorie concorrenziali:
- storico, culturale ed ambientale e molto accessibile: Marostica ed Asolo
- storico, culturale ed ambientale ma poco accessibile: S. Martino di Castrozza e Fiera di Primiero
- commerciale e molto accessibile: Conegliano, Belluno, Castelfranco Veneto, Montebelluna e Bassano
Feltre si posiziona nel quadrante in alto a sinistra, caratterizzata da un propensione all’aspetto storico, culturale ed ambientale ma con qualche lacuna nell’area dell’accessibilità.
3. La “permanenza” come elemento costitutivo di un network sociale per lo sviluppo locale
Gli elementi alla base del modello di sviluppo proposto prevedono l’avvio di un processo di cambiamento organizzativo che si sviluppa nel tempo e i cui esiti sono determinati da azioni continue di confronto e di mutuo aggiustamento.
In coerenza con le principali evoluzioni presenti nel dibattito in corso su questi temi, l’ipotesi di lavoro è quella di rendere permanenti dei luoghi fisici, per loro definizione “neutri”, che alimentano il processo decisionale ed il dibattito tra tutti i portatori di interessi e di know how che possono essere coinvolti nel processo di sviluppo di Feltre, alla ricerca del genius loci, del fattore di vantaggio competitivo su cui costruire il rilancio della città.
3.1 Il laboratorio “permanente”
Le premesse teoriche illustrate inducono a concepire le unità da costituire non come un tradizionale ‘centro studi’ ma come un laboratorio che tenga insieme quattro dimensioni fondamentali:
lo studio e la documentazione
l’esperienza concreta dei processi di sviluppo
la formazione
il networking
Il laboratorio si propone come luogo, fisico e metaforico, di riferimento (non solo intellettuale) per le principali categorie di ‘portatori d’interesse’ nei confronti dello sviluppo locale, vale a dire:
gli studiosi dello sviluppo
gli agenti di cambiamento esterni, in particolare i potenziali investitori
le amministrazioni, le istituzioni, gli imprenditori locali
tutti coloro che hanno ruoli tecnico-professionali o politici nella promozione, programmazione, valutazione dello sviluppo
Il laboratorio costituisce lo snodo di una rete più vasta di relazioni con le agenzie e le istituzioni che, in altri Paesi o a livello internazionale, si occupano degli stessi problemi. E’ indispensabile che alle occasioni di scambio e interazione ‘faccia a faccia’ si accompagni la possibilità di comunicazione in rete tra i diversi attori, facendo quindi del laboratorio il perno di una comunità virtuale di tutti coloro che sono interessati – per doveri di ruolo, motivazioni intellettuali o interessi pratici – allo sviluppo locale. L’obiettivo consiste quindi nel rendere dinamico il network di relazioni al fine di creare valore per i pubblici di riferimento. Le attività di marketing territoriale promosse da tale network fanno riferimento ad un orientamento strategico capace di creare l’attrattività del territorio.
Si vuole inoltre rendere il territorio capace di gestire l’insieme delle relazioni, di offrire beni e servizi attraenti, di sapersi dare un posizionamento competitivo e di costruire e difendere i propri vantaggi competitivi territoriali. Il presupposto di fondo si basa sulla concezione che il marketing territoriale di buon livello si debba esplicitare sia all’interno sia all’esterno. All’interno esso è orientato alla soddisfazione sia economica sia di tipo socio-culturale, ambientale, di qualità della vita, e alla creazione della fiducia dei clienti interni, quali residenti, lavoratori e non, imprese locali. All’esterno il marketing territoriale si rivolge all’attrazione e alla generazione della fiducia esterna nei confronti dei clienti esterni quali investitori, turisti e nuovi residenti. La circolarità del processo che si crea tra soddisfazione dei clienti, attrattività del territorio e valore generato è il risultato della coerenza delle azioni di marketing interno ed esterno e l’insieme delle relazioni fiduciarie che derivano dagli scambi tra territori e clienti al fine di generare risorse di conoscenza necessarie a definire le strategie di marketing territoriale.
3.1.1 Aspetti organizzativi: i laboratori di intervento
Il progetto agisce su due impostazioni metodologiche concorrenti allo stesso obiettivo. Da una parte vengono avviati dei laboratori partendo da un lavoro preparatorio e di analisi impostato dalla Committenza, il Comune, e sui cui si analizzano le condizioni per sostenere la sua efficacia.
Da un punto di vista metodologico, questo significa sviluppare prima il lavoro preparatorio, di concerto con le strutture individuate con la Committenza e poi procedere a una diffusione e sensibilizzazione sulla comunità interessata.
Dall’altra parte, invece, si propone un metodo di analisi dal basso, avviando confronti singoli e collettivi con tutti i portatori di interessi presenti nella Comunità al fine di definire un piano di lavoro comune sulla questione indicata. Da questo punto di vista non si prevede un lavoro preparatorio, ma tutto verrà sviluppato insieme con i portatori di interessi diffusi nel territorio.
3.2 Le aree oggetto dei laboratori come possibili driver di riflessione continua
Sulla base delle premesse metodologiche indicate, l’iniziativa si articola quindi in tre laboratori che studiano e definiscono le azioni di tre aree ritenute rilevanti per lo sviluppo della città:
1. La valorizzazione della rete di attori socio-economici dell’area
Riguarda la nascita e lo sviluppo di iniziative che mirano a coinvolgere gli attori socio-economici del territorio al fine di diffondere la consapevolezza che l’impegno di tutti può significare lo sviluppo ed il potenziamento del singolo. La collaborazione tra imprese richiede la predisposizione all’interazione, alla conoscenza reciproca e alla disponibilità verso il partner. Tali elementi consentono lo sviluppo di una rete interattiva tra i soggetti che si evolve in una rete di scambi e di relazioni personali. L’interazione è quindi il risultato dell’attività delle persone e dei team di lavoro che popolano le attività imprenditoriali e che, con le loro attitudini e atteggiamenti, influiscono sui risultati e sulle prospettive della rete.
Lo sviluppo della rete socio-economica incide sull’aumento della competitività del territorio che deriva dalla complementarietà tra le attività interdipendenti che creano catene di attività che si estendono tra i diversi attori. Allo stesso modo le risorse che si sviluppano nella rete sono importanti per coloro che sono coinvolti nella relazione, e possono avere implicazioni per le risorse delle parti coinvolte in relazioni a queste legate.
2. La valorizzazione del Turismo e dei servizi ad esso associati (Feltre e il turismo)
Consiste nell’attivazione di una rete di servizi di accoglienza che vanno dall’alloggio, alla ristorazione, ai percorsi culturali e naturalistici. Da questo punto di vista è rilevante:
comprendere gli obiettivi dei singoli attori
identificare un obiettivo comune che sia conciliante rispetto agli obiettivi dei singoli
comprendere la possibilità di diffusione ed implementazione degli obiettivi raggiunti
A livello generale il laboratorio si propone di sviluppare l’attrattività del sistema turistico sia creando una rete di attori economici le cui attività mirano all’accoglienza, sia potenziando una serie di eventi che suscitano interesse ed attraggono il turista.
L’individuazione di tali eventi può essere sviluppata attraverso attività di ascolto degli attori socio-economici il cui obiettivo consiste nel comprendere e nel rispondere ai seguenti quesiti: perché un turista dovrebbe andare a Feltre? Quanto tempo soggiorna? Cosa spera di trovare? Quale immagine ha della città?
3. La valorizzazione del rapporto tra Feltre ed il territorio (Feltre e il suo territorio di riferimento)
Consiste nel migliorare l’utilizzo delle risorse naturali e socio-culturali che la città offre mantenendo il loro rispetto e salvaguardandone lo sviluppo. Le azioni che il laboratorio intende attivare mirano a dotare il territorio di professionalità che siano in grado di creare un clima di fiducia e di reciprocità. Dallo sviluppo di tale clima derivano l’incremento del capitale sociale, e l’arricchimento del "prodotto" territorio che si arricchiscono di componenti immateriali, quali risorse ben più rilevanti rispetto alle "leve tradizionali" del marketing come le infrastrutture fisiche, gli incentivi finanziari e fiscali.
Lo sviluppo delle risorse deve comunque rispettare la specificità delle medesime che dovranno mantenere il proprio aspetto locale pur proiettandosi verso una sfera in grado di accogliere risorse a livello extra-locale. In tal modo si verrà a creare un circolo nel quale dall’utilizzo delle risorse dipenderà il loro stesso incremento e sviluppo. Di tale processo, che porterà quindi alla generazione di nuove risorse, potranno godere sia gli attori già presenti nell’area sia coloro che decideranno di dar vita a nuove attività produttive e di accoglienza.
Come evidenziato dallo schema che segue, in una logica di integrazione proficua tra teoria e pratica, le 7 azioni indicate dal modello teorico di sviluppo (vedi par. 2), alimentano la riflessione sulle azioni concrete da intraprendere nel caso specifico della città di Feltre. In questa logica il progetto ha lavorato sulla esplicitazione delle tre aree di azione, descritte analiticamente in termini di obiettivi operativi.
