Asse strategico 1: PMI, Innovazione e Ricerca
Il settore industriale locale, costituito soprattutto da piccole e medie imprese sta attraversando una fase di grande trasformazione dovuta alla forte concorrenza dei mercati dell’est Europa e asiatici e ai continui processi di delocalizzazione delle unità produttive, insieme ad un periodo di crisi dei mercati internazionali. Questi fenomeni impongono alle imprese una ristrutturazione dei metodi di produzione e gestione più tradizionali, per affrontare il mercato con un approccio diverso dal passato, investendo quindi maggiori risorse nell’innovazione e nella ricerca.
Compito del Piano Strategico è individuare strumenti atti a sostenere la riorganizzazione del settore produttivo e a favorire l’insediamento di imprese innovative ad alto contenuto tecnologico.
Azione 1.1: Formazione continua e centro servizi per le PMI
La formazione rappresenta per le PMI una leva indispensabile per il miglioramento delle capacità e delle competenze del personale addetto e in genere dell’attività di gestione dei prodotti e dei servizi offerti dalle aziende. Risulta quanto mai strategico per la competitività delle PMI implementare all’interno del processo produttivo da un lato metodi e strumenti innovativi attraverso il ricorso alle tecnologie informatiche, parallelamente a percorsi formativi che migliorano le prestazioni dei dipendenti e dei manager. Per questi ultimi è chiaro che una buona gestione delle proprie imprese dipende molto dalla capacità di dare risposte immediate ed efficaci ai rapidi cambiamenti degli scenari economici nazionali e internazionali; quindi in questo senso un’attenta e continua attività informativa sulle dinamiche economiche globali, ma anche sulle opportunità di crescita offerte dal mercato interno nazionale, è quanto mai necessaria per garantire adeguati livelli di produttività. Insieme alla formazione, è importante che un territorio offra una serie di servizi di sostegno all’attività delle PMI, insieme ovviamente ad una buona rete infrastrutturale.
Azione 1.2: Diffusione delle tecnologie informatiche nella gestione dei processi produttivi e la creazione di una rete per la condivisione delle informazioni tra imprese locali
I dati ISTAT 2005 “Rilevazione sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione nelle imprese”, rilevano che “le imprese del nordest utilizzano internet e le nuove tecnologie in una logica di primo livello, innovando e rinnovando la dotazione aziendale e i processi produttivi, ma senza avventurarsi in soluzioni più avanzate che risponderebbero ad una logica di networking. La condivisione delle informazioni e delle competenze con le altre aziende del territorio, iniziative che permetterebbero di riprodurre il capitale umano normalmente concentrato nelle imprese famigliari, spaventa gli imprenditori che hanno paura di perdere autonomia e competitività.
Analoghe considerazioni si possono fare se si guarda alle aziende in una logica distrettuale. All’interno dei distretti, raramente le nuove tecnologie sono state utilizzate per fare sistema, per connettere le imprese tra loro e tra loro e il sistema internazionale” (G. Dominici, 2008).
L’obiettivo di questa azione è di supportare l’innovazione del sistema economico locale, attraverso una maggiore diffusione delle tecnologie informatiche e i più avanzi sistemi di telecomunicazione, per migliorare la gestione interna delle aziende e promuovere e potenziare le proprie attività attraverso l’uso della rete (es. commercio elettronico). Inoltre le piattaforme informatiche innovative dovrebbero consentire al sistema produttivo locale di fare sistema, attraverso la condivisione di informazioni e conoscenze utili all’intero comparto produttivo. La messa in rete delle competenze tra aziende che operano nel territorio rappresenta un importante fattore strategico e di competitività.
Azione 1.3: Creazione di incubatori per imprese innovative ad alto contenuto tecnologico
In tema di innovazione è indispensabile favorire sul territorio lo sviluppo di imprese in grado di accompagnare il processo di innovazione delle PMI locali. Questo significa trovare sul territorio spazi e soggetti interessati a sviluppare un’attività lavorativa legata ai servizi alle imprese. Un caso interessante in Veneto è rappresentato dagli incubatori di impresa che si sono sviluppati negli anni più recenti a Venezia. Si tratta di iniziative che hanno avuto successo, che sono pienamente funzionali e in questo senso potrebbero rappresentare un punto di riferimento da valutare anche per la realtà feltrina. Nel caso degli incubatori di Venezia si tratta di interventi promossi dall’amministrazione comunale e finanziati in gran parte con fondi europei, che hanno avuto come obiettivo il recupero di immobili da cui sono stati ricavati spazi messi a disposizione di PMI Start Up, assegnati tramite un bando aperto. Successivamente le imprese Start Up si sono riunite in un Consorzio per gestire al meglio le potenzialità della struttura e sfruttare efficacemente la coesistenza di tante PMI in termini di collaborazioni e comunicazione.
Altri casi interessanti di incubatori di impresa sono quelli dell’acceleratore di imprese a matrice tecnologica gestito dalla Fondazione Politecnico di Milano e dei cosiddetti business angels, una sorta di coordinamento tra manager, imprenditori, professionisti che hanno come scopo individuare nuovi business interessanti per le aziende locali, assistere il loro avvio nelle diverse iniziative, formare e coadiuvare lo start-up di nuove aziende.
